Relazioni

Antonio Errante

Psicologo, PhD in Neuroscienze, ricercatore presso l'Università di Parma (IT). Dopo aver conseguito la laurea magistrale in Psicologia dello Sviluppo presso l'Università di Messina, ha ottenuto il titolo di Dottore di Ricerca in Neuroscienze presso l'Università di Parma, e il diploma di Master di II Livello in Neuropsicologia Clinica presso l'Università Europea di Roma. La sua attività di ricerca è focalizzata sui meccanismi neurofisiologici alla base dell'apprendimento per imitazione, e della plasticità del sistema nervoso centrale in pazienti adulti con lesioni cerebrali acquisite o bambini con disordini del neurosviluppo. Esperto di analisi dei dati fMRI e neuropsicologia clinica. Membro ordinario delle seguenti società scientifiche: Society for Neuroscience (SfN), Federation of European Neuroscience Societies (FENS), Organization for Human Brain Mapping (OHBM), Italian Society of Neuropsychology (SINP). Contatti: antonino.errante@unipr.it Pubblicazioni: https://www.researchgate.net/profile/Antonino-Errante

Proprietà del sistema specchio e neuroplasticità: dall’Action Observation Treatment alla riabilitazione con realtà virtuale

SINTESI:

Uno dei maggiori avanzamenti concettuali delle neuroscienze negli ultimi 30 anni è rappresentato dalla dimostrazione che i networks cerebrali che controllano i nostri movimenti sono anche alla base di importanti funzioni cognitive. Queste funzioni nascono dal confronto, a livello di singoli neuroni, tra l’elaborazione delle informazioni sensoriali provenienti dal mondo esterno e le nostre rappresentazioni motorie. Tale meccanismo è ben esemplificato dalle risposte dei Neuroni Specchio, che si attivano sia quando un individuo esegue un’azione, sia quando osserva un altro che esegue la stessa azione. Grazie ad esso noi possiamo comprendere automaticamente il comportamento altrui. Date le proprietà funzionali del meccanismo “Specchio” si è ipotizzato che esso intervenga nell’apprendimento motorio, attraverso meccanismi di imitazione. Le conoscenze sulle caratteristiche del Sistema Specchio hanno poi portato a interrogarsi su determinate patologie e su interventi di riabilitazione. La dimostrazione della plasticità neuronale del Sistema Specchio ne ha suggerito l’uso nel recupero delle funzioni motorie in pazienti con Stroke in fase acuta e in fase cronica, e in bambini affetti da Paralisi Cerebrali Infantili, mediante un trattamento basato sull’osservazione e imitazione di azioni, noto come Action Observation Treatment (AOT). L’AOT è efficace e supporta la riabilitazione dell’arto superiore attraverso il potenziamento dell’eccitabilità del sistema motorio. L’introduzione nella pratica riabilitativa di recenti applicazioni tecnologiche ha aperto la strada a nuove applicazioni combinate di AOT e Realtà Virtuale, un avanzamento importante nell’ottica della personalizzazione dell’intervento riabilitativo.

Paci

Fisioterapista dal 1994, Laurea in Psicologia Generale e Sperimentale e Laurea Magistrale in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie. Ricercatore presso l’Università di Firenze e Dirigente delle Professioni Sanitarie presso l’Azienda USL Toscana Centro. Docente nel Corso di Laurea in Fisioterapia e nel Corso di Laurea Magistrale in Scienze delle Professioni Sanitarie della Riabilitazione, Università di Firenze. Ha pubblicato articoli in riviste internazionali, prevalentemente sulla riabilitazione neurologica e geriatrica.

Fisioterapista di comunità: prospettive ed opportunità

SINTESI:

L’implementazione dei servizi di fisioterapia nell’ambito delle cure primarie consente di ottenere benefici sia dal punto di vista sanitario che economico.
Il modello del fisioterapista di comunità è stato progettato, sviluppato e introdotto per la prima volta in Italia in un’organizzazione sanitaria locale della Toscana, nel 2021. Il modello si riferisce a un servizio di fisioterapia su chiamata inserito in un’équipe multidisciplinare, comprendente il medico di base, lo specialista medico e altri professionisti sanitari o sociali, a seconda delle necessità, in cui il medico di base svolge un ruolo chiave come case manager.
Il percorso prevede la richiesta da parte dei medici di base o dei medici specialisti, principalmente geriatri e internisti. Il fisioterapista di comunità sembra essere un modello efficace e sicuro, sia in termini di raggiungimento degli obiettivi definiti a priori dall’équipe che di basso tasso di eventi avversi.
Un’indagine qualitativa ha mostrato che tutti i professionisti coinvolti si sono dichiarati soddisfatti dell’implementazione del modello, in termini di velocità di invio e di intervento, di interventi personalizzati e di qualità percepita. Alcuni aspetti della comunicazione tra professionisti e con i pazienti/caregiver dovrebbero essere migliorati, così come alcuni aspetti organizzativi.

Maurizio Petrarca

Maurizio Petrarca è un Fisioterapista con un dottorato in ingegneria. Ha conseguito l’Abilitazione Scientifica Nazionale a Professore Ordinario nel 2023. Ha iniziato la sua attività di studio e riabilitativa nel 1984 sul paziente anziano presso l’ospedale S. Giovanni Battista a Roma, specializzato in neuro riabilitazione, dove ha prestato servizio per 15 anni, mentre da 24 anni presta servizio presso l’Ospedale “Bambino Gesù”. In entrambi ha fondato e diretto un Laboratorio di Analisi del Movimento e Robotica Riabilitativa. Ha realizzato molteplici soluzioni tecnologiche utili a studiare le funzioni motorie e la percezione in condizioni di normo sviluppo e in condizioni patologiche, quali un sistema optoelettronico di analisi del movimento, un sistema di ortesizzazioni dinamiche per il recupero del cammino e delle funzioni di reaching nell’adulto, due pedane robotiche per la movimentazione della base di appoggio, due esoscheletri robotici per il recupero del cammino nel bambino e un sistema integrato DORIS (Dynamic Oriented Rehabilitative Integrated System) per lo studio della percezione e del movimento in condizioni patologiche sia nell’adulto che nel bambino. Tutti i brevetti sono stati rilasciati in un ottica di sviluppo open source. La sua expertise è inerente ai principi che governano l’azione e il suo recupero. È stato membro del Comitato Direttivo di società Scientifiche quali la SIAMOC, L’ESMAC e L’ISMC, per le quali ha anche svolto il ruolo di Chair delle rispettive conferenze internazionali (www.esmac-siamoc2014.com, www.pmc2024.org ). E’ membro fondatore del GIS di Neuroriabilitazione e Neuroscienze del quale è attuale Past-President e Tesoriere. E’ uno dei tre membri del Comitato Scientifico della SIAMOC. E’ membro del comitato scientifico dell’IRCCS Ospedale “Bambino Gesù”. Ha raccolto finanziamenti come Principal Investigator per un totale di oltre 1,4 ML di euro, uno dei progetti finanziati è attualmente in corso ed è Direttore Scientifico di un progetto di 5,9ML di euro in fase di attivazione. E’ autore di numerose pubblicazioni e monografie. Scopus ID: 14825789800. https://orcid.org/0000- 0002-7330-3569.

Misurare la complessità

SINTESI:

La relazione illustrerà i vari aspetti che configurano il processo riabilitativo come una vera e propria sfida alla complessità. Verranno di seguito illustrati alcuni strumenti utili a rispondere a tale sfida in un ottica scientifica, di valutazione oggettiva e di continua ricerca delle risposte ai quesiti fondamentali: ovvero quali sono i principi di base che governano il nostro agire e come essi possano guidare il processo riabilitativo. Verranno forniti alcuni elementi relativi alle più attuali conoscenze sulla funzione del cammino e del reaching a solo scopo esemplificativo per illustrare come siano destinati a cambiare la conoscenza, l’interpretazione e l’indirizzo sul processo di recupero di tali funzioni.

Andrea Polli

Dr. Andrea Polli, FT-OMT; MSc (Pain), PhD è un fisioterapista e terapista manuale OMT. Dopo la laurea ed il master in Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici ha conseguito un Master of Science (MSc) interamente centrato sullo studio del dolore presso il prestigioso King’s College di Londra (UK). Il MSc è rinomato per la sua qualità e riconosciuto a livello internazionale come primo master che supera gli standard del core-curriculum pubblicato dalla IASP (Associazione Internazionale per lo Studio del Dolore). Andrea lavora da oltre 10 anni dividendosi tra pratica clinica e ricerca scientifica a Firenze e Venezia. Ha completato il suo dottorato di ricerca nel 2020 presso la Vrije Universiteit Brussel (VUB) e la Katholiek Universiteit Leuven (KU Leuven) con un progetto che esplora il dolore cronico diffuso e gli effetti dell’esercizio sia da un punto di vista clinico che indagando i meccanismi genetici ed epigenetici. Ha oltre 40 lavori pubblicati su riviste scientifiche (H-index=20, citazioni>1400) ed è stato relatore a numerosi congressi nazionali ed internazionali. Attualmente è responsabile della linea di ricerca Dolore ed Epigenetica del gruppo Pain in Motion, alla VUB e KU Leuven, e continua ad esplorare meccanismi biologici che sottendono il dolore persistente.

Complessità e stili di vita nel dolore cronico

SINTESI:

Il dolore persistente rimane la sfida più difficile e misteriosa per i clinici e per i ricercatori di oggi. I trattamenti proposti negli ultimi decenni si sono rivelati inefficaci e non hanno contribuito a ridurre la prevalenza di questo disturbo, presente in circa il 20% della popolazione generale. I motivi di questo fallimento risiedono verosimilmente nella poca comprensione che abbiamo dei meccanismi che sottendono e mantengono i sintomi di questa condizione clinica. In questa relazione, verranno forniti alcuni elementi essenziali per capire meglio il dolore persistente e diffuso, sia dal punto di vista clinico che dei meccanismi sottesi, e verrà discusso come lo stile di vita potrebbe essere la chiave per migliorare la gestione di questi pazienti.

Stefania Costi

Dal 2016 ricercatrice a tempo determinato nel SSD MED/48 presso l'Università di Modena e Reggio Emilia, in convenzione con l’Azienda USL- IRCCS di Reggio Emilia Svolgo attività di ricerca nell’ambito della fisioterapia in pazienti affetti da patologie oncologiche/internistiche ad elevata complessità e, in proporzione minore, nell’ambito della riabilitazione infantile. Svolgo attività di docenza nel SSD MED/48 “Scienze infermieristiche e tecniche neuropsichiatriche e riabilitative” per il Corso di Laurea in Fisioterapia dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e per gli altri corsi triennali di area sanitaria riabilitativa. Abilitazione scientifica nazionale in I e in II fascia nel Settore concorsuale 06/N1 “Scienze delle Professioni Sanitarie e delle Tecnologie Mediche Applicate”.

Analisi dei bisogni complessi dei pazienti oncologici lungo-sopravviventi e sviluppo di modelli assistenziali di survivorship care

SINTESI:

I miglioramenti nella diagnosi precoce e nel trattamento delle malattie oncologiche hanno portato ad una crescente prevalenza di malattia oncologica cronicizzante. Per molti tipi di neoplasia la sopravvivenza media è sovrapponibile a quella della popolazione generale, ma i bisogni delle persone che convivono con gli esiti di una malattia oncologica sono spesso di natura complessa. Richiedono cure personalizzate e percorsi di assistenza integrati, che comportano interventi multidisciplinari forniti in vari contesti e da diversi professionisti. L’assistenza alla persona che convive con una malattia oncologica o con i suoi esiti può essere fornita mediante modelli strutturati e contestualizzati che integrano servizi di oncologia, assistenza primaria e riabilitazione psico-motoria e sociale.

Simone Gambazza

Assegnista di ricerca in Statistica Medica (MED/01) presso l’Università degli Studi di Milano. Mi sono occupato di fisioterapia respiratoria e Fibrosi Cistica fino al 2018, per poi dedicarmi alla ricerca nelle professioni sanitarie con un incarico di funzione presso la Direzione delle Professioni Sanitarie della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Policlinico di Milano.

Statistica: oltre il p-value c’è di più

SINTESI:

La statistica, come ogni altra forma di comunicazione, è fatta da numeri che cercano di riassumere la complessità dei fenomeni. Dietro ad ogni output, esistono riferimenti teorici che i ricercatori in fisioterapia dovrebbero conoscere per migliorare la comprensione della complessità. L’obiettivo dell’analisi statistica non deve essere calcolare il p-value ma utilizzare le informazioni numeriche per guidare la pratica clinica.